Epilazione: laser o luce pulsata? Le novità in arrivo...

 

La promessa della foto-epilazione, al momento il trend estetico più in voga nel mondo, è allettante: liberarsi, per sempre, dai peli superflui. Un bel sollievo! Peccato, però, che non si può parlare di risultati definitivi, quanto permanenti. Il limite non è dovuto alla tecnologia delle macchine, oggi sempre più performanti, ma a fattori che influiscono sul ciclo di vita del pelo, che nasce, cresce e poi muore. Infatti l’efficacia del trattamento con alte tecnologie dipende dalla quantità di energia luminosa assorbita dalla melanina (il pigmento che conferisce il colore scuro al pelo) mentre il follicolo pilifero è in fase attiva, ossia quando i peli stanno crescendo. I follicoli silenti, quelli cioè che non producono peli, possono però attivarsi sotto stimolo di ormoni o farmaci. Ecco perché è più corretto (e meno illusorio) parlare di epilazione permanente, in quanto il risultato sui follicoli attivi trattati permane nel tempo.

Fatta questa premessa, cosa preferire, laser o luce pulsata?
Entrambe le tecnologie si basano sulla foto-termolisi selettiva, in cui l’energia assorbita da un cromoforo (in questo caso la melanina del pelo) si trasforma in calore, surriscaldando i peli e lasciando inalterata la pelle circostante. Il laser genera onde luminose unidirezionali e monocromatiche, cioè di una sola lunghezza, mentre la luce pulsata utilizza una sorgente luminosa ad ampio spettro, ossia con diverse lunghezza d’onda. In letteratura ci sono molti dati in merito alle performance dei due sistemi, ma in pochi articoli si trovano parametri fisici-tecnici confrontabili (potenza, filtri presenti, tipo di raffreddamento, lunghezza dell’impulso) per una corretta valutazione. In linea teorica è meglio la luce laser, perché più precisa e selettiva.

 

 

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